Altamura Domani

Indagine per una città migliore

Reactivicity: Esperimenti di rigenerazione urbana

L’Experience Lab Reactivicity ad Altamura ha chiuso i battenti e aperto le finestre…infatti il Laboratorio dal Basso Reactivicity riprenderà il suo viaggio itinerante come da programma, per fare tappa nelle prossime settimane a Gravina e Bari. Un laboratorio che indaga il tema del riuso creativo degli spazi dismessi, è stato condotto nella suggestiva e rinnovata cornice del Teatro Mercadante di Altamura poiché il teatro, ancora un cantiere in attività, è l’emblema di un bene di estremo valore e ricco di storia, che risulta dismesso e inutilizzato da anni e che ora viene ristrutturato, ampliato e riattivato grazie all’iniziativa di un soggetto privato.

Il teatro in passato è stato un simbolo di rigenerazione urbana, infatti l’edificio fu costruito su un vecchio mondezzaio, un area dove venivano accumulati rifiuti e scarti di ogni tipo. Contribuire oggi a farlo rinascere in quanto cantiere di progettazione culturale rinvigorisce la nostra scelta e ci pone in continuità con la sua storia e quella della città. Il cantiere del teatro è stato il nostro campo base per due giornate intense di lavoro basato su un serrato scambio di idee. Attraverso questa due giorni di lavori Esperimenti Architettonici ha inteso operare in continuità con quanto sperimentato con il progetto Altamura Domani (2012), interrogandosi sui processi partecipativi, affinando format e metodologie ludico-partecipative ed elaborando strategie progettuali per dare forma al coinvolgimento dei cittadini, considerati come soggetti attivi in grado di incidere sempre più sui processi di trasformazione  dei territori.

Ospite o abitante?

E’ a partire da questo quesito, niente affatto scontato, che si è iniziato a conoscersi e a riflettere sul contesto culturale e urbano di Altamura; tali riflessioni sono poi state formalizzate in alcune proposte progettuali. Ci interessava l’idea di lasciar fluire parole e pensieri che come abitanti potessero appropriarsi del teatro e trasformarlo in un’agorà pubblico sul tema della rigenerazione urbana.

2013-10-30 11.23.34

photo by: Saverio Massaro

Fondamentale è stato il lavoro serrato di visual thinking svolto da Fedele Congedo, action writer ideatore del muro nomade che stavolta si è trasformato in un tappeto cognitivo che ha invaso la platea del teatro e ha trovato posto nel cuore dello spazio-salotto allestito per l’occasione. Vedi la gallery.

Sulla base dei temi emersi in seguito al primo walk show di perlustrazione, si sono formati quattro gruppi di lavoro su temi specifici: tratturi, claustri, old spaces, teatro. Ogni gruppo ha elaborato una propria visione progettuale e ha contribuito alla realizzazione del secondo walk show di restituzione, camminando con i piedi per terra e la testa nel cloud. E proprio di cloud parliamo nel vedere la performer Claudia Fabris girare tra le vie del centro storico con una tag cloud tra i capelli, costituita da palloncini riportanti le keywords emerse durante le sessioni di brainstorming.

Tornati in teatro abbiamo ripreso le fila del discorso ripercorrendo il nostro tappeto cognitivo che sottolineava quanto la partecipazione estenda la tutela soggettiva degli spazi, così come una conoscenza più attenta e accurata del passato, evidenziata  dalle ricerche di Gianni sull’araldica, contribuisca a (ri)sentirsi abitanti e a (ri)appropriarsi dei luoghi. Ciò che abbiamo provato a fare con l’Experience Lab è dare forma alla partecipazione, perché la partecipazione senza forma non riesce ad orientare la decisione.

Infine nella sessione di digital storytelling, ripresa in streaming, sono stati mostrati gli Storify (giorno 1, giorno 2) e sono state esposte le idee e le strategie da parte dei quattro gruppi di lavoro. Il gruppo che si è occupato dei tratturi, le antiche vie della transumanza delle pecore, ha promosso l’idea di realizzare un primo progetto pilota di tratturo iPERIURBANO, un percorso di innovazione che abbia come punto di partenza il Teatro Mercadante e possa condurre i fruitori fino al Pulo,  attraverso una serie di mobtag (detti anche qr-code) , vere pietre miliari in grado di aprire lo sguardo sul paesaggio. Il Pulo è qui considerato come una grande sala all’aperto per eventi ludico-partecipativi; attraverso un progetto non invasivo di sound design si potrebbero diffondere i suoni della città.  Durante il percorso si potrebbero realizzare soluzioni di telesorveglianza creativa, per garantire sicurezza e allo stesso tempo valorizzare la presenza della Madonna del Buoncammino, peculiarità tutta altamurana, che assiste i viaggiatori durante il percorso.

Veniamo ai claustri, vere e proprie camere urbane e considerati dei condomini ante litteram in forma orizzontale. Attraverso un sistema free wi-fi e una mappatura geolocalizzata con i mobtag si prevede di far parlare i claustri attraverso le micro-storie del quotidiano che si sono stratificate nel tempo. Un progetto che rilevi l’intelligenza sociale dei claustri e li ponga in risalto come modello economico sostenibile. Nell’ottica di un’economia della condivisione, è stata avanzata anche un’ipotesi di rifunzionalizzazione dei “sottani” (locali a livello della strada o a quota ancora inferiore) che sono ora abbandonati e che invece potrebbero essere riconvertiti in cantine condivise, che sappiano attrarre curiosità anche negli angoli più segreti della città antica e costituiscano un modello di coesione sociale.

La ricerca su gli Old spaces, spazi da riattivare, si è incentrata su due ex Monasteri. L’ex Monastero del Soccorso, sede del gruppo di azione locale G.A.L. Terre di Murgia, sarà oggetto di concorso di idee promosso dallo stesso G.A.L., per la progettazione del giardino interno al chiostro su quale si affacciano i principali spazi della struttura. Uno degli obiettivi è costituire un gruppo di lavoro composto da giovani progettisti che propongano una visione per questo spazio. L’edificio del monastero di Santa Croce invece sarà destinato ad accogliere un ostello della gioventù. Nell’ambito dell’experience lab è emersa la proposta di allargare le funzionalità dell’ostello, trasformandolo di fatto in un co-housing creativo con annesso spazio co-working rivolto ai creativi di tutto il mondo, che attraverso delle call pubbliche possano diventare artefici di una progettualità condivisa rivolta al territorio.

Infine il Teatro, nato per essere un’agorà pubblica, uno spazio bello e abilitante per una partecipazione qualificata. Sarà una stazione di partenza e di arrivo di quei percorsi tratturali iPeriurbani e catalizzatore di informazioni in forma di tweet (#altamura) provenienti dal territorio. Lo si immagina come uno spazio performante che offra i servizi di wi-fi gratuito e di caffetteria H24 e che accolga al proprio interno un Performing Media Lab, come quello che ha sede a Torino, in collaborazione con Libera, in un bene confiscato alle mafie.

Come enzimi urbani ci siamo mossi con curiosità per giocare la città, cercando di scuotere un territorio ricco di possibilità e rilanciandone le sue peculiarità sul web. La pratica abilitante del mobtagging, uno dei format principali di Urban Experience, può essere d’aiuto a noi cittadini-progettisti a costruire le mappe emozionale dei luoghi e a generare nuovi sensi e nuovi luoghi da abitare. Diventare porosi per recepire maggiori e migliori informazioni, sviluppare un’attitudine sistematica alla curiosità, proprio come Vito e gli altri partecipanti, è e sarà sempre più una prerogativa fondamentale per affrontare questa fase storica di transizione e di riconfigurazione dei modelli sociali ed economici del secolo scorso.

Gli spunti e le proposte sono stati raccolti in questo forum, dove è possibile proseguire il lavoro e dove siamo tutti invitati a lasciare un feedback personale.

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2 commenti su “Reactivicity: Esperimenti di rigenerazione urbana

  1. Claudio Colombo
    11 novembre 2013

    Saverio, complimenti e continuate così, c’è bisogno di iniziative e di entusiasmo.
    Ciao, Claudio Colombo.

  2. Pingback: Lecture @ New Generations Festival | Altamura Domani

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